Vietato dire: IO NON CI RIESCO – come trovare il modo di FARE

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Io non ce la faccio, non ci riesco, non fa per me. 

Quante volte hai sentito questa frase o magari ti è capitato di dirla tu stesso?

Facciamo un gioco, da oggi, da questo momento in poi, anzi… te lo spiego dopo intanto capiamo perché quando dici NON CI RIESCO ti condanni all’ insuccesso.

L’essere umano è il frutto di ciò che crede di essere. Le condizioni che ci imponiamo forgiano le nostre abilità e la nostra crescita, se credi di non essere in grado di fare qualcosa avrai ragione.

Se credi di essere in grado , allora con la giusta strategia , avrai comunque ragione.

Vedi, si chiamano convinzioni e sono tra le forze motrici più forti e potenti che ognuno di noi possiedi.

Tutti noi le abbiamo, viviamo di convinzioni. Le nostre abitudini, le nostre azioni, quello che facciamo, sono l’espressione fisica delle convinzioni.

Nel momento in cui mi pongo dei limiti, tutta la mia fisiologia, ovvero il mio corpo, i sistemi che lo azionano, i nervi, le ghiandole, i muscoli, il cervello, si metterà in moto per assecondare e validare la mia convinzione. Entro in un circolo vizioso dentro il quale mi  dico che non ci riesco, ci provo riluttante, fallisco perché mi ero programmato per l’insuccesso e mi convinco ancora di più:

vedi, idiota, ti avevo detto che non ci riuscivo.

Tutto sbagliato! O meglio tutto assolutamente non funzionale

Succedeva sempre anche a me. Facevo schifo in matematica. Mi dicevo: non è roba per me, non serve a nulla, non ci riuscirò mai. Mi stavo programmando alla mediocrità.

Il pomeriggio cercavo di studiare ma sapevo che non sarei riuscito ad imparare, per  cui il mio organismo assecondava la mia convinzione. Il giorno dopo durante il compito in classe non riuscivo a far altro che tentare di scopiazzare , trovare una via di fuga. Il risultato come potete immaginare era pessimo e ad ogni 5 ( all’epoca la scala di valutazione era da 0 a 10 , non saprei adesso)  seguiva una conferma alla mia incapacità.

Un giorno ho iniziato a giocare con dei puzzle di logica di una rivista che seguivo chiamata Focus, erano dei trabocchetti incentrati sul pensiero laterale e la logica matematica. La mia convinzione era che nessun giochino poteva resistermi e che riuscivo, con un po’ di astuzia e tempo a risolverli tutti. Ebbene ( a parte alcuni  alcuni veramente impossibili) ci riuscivo!

Quando li proponevo in classe, anche i più bravi a volte fallivano o non riuscivano a completare i puzzle. Mi sono chiesto: ma se riesco a risolvere questi indovinelli, perché non devo riuscire a studiare matematica? La mia convinzione stava cambiando e insieme a questa la mia fisiologia e voglia di dimostrare a me stesso che ci sarei riuscito.

Mi piacerebbe dirvi che il giorno stesso sono diventato un genio in equazioni e logaritmi, ma non è vero. Il processo è stato lungo e a volte demotivante , tuttavia finalmente ero riuscito a raccapezzarmi e avere dei risultati migliori. Avevo cambiato la mia convinzione.

Un altro esempio recente invece riguarda  il salto mortale all’indietro. Voi direte che diamine c’entra il salto mortale all’indietro con la matematica? Non c’entra nulla, ma è assolutamente coerente  con le convinzioni. Qualche tempo fa mi sono rotto la spalla facendo un salto mortale all’indietro correndo su un muro. Si, che cavolo ci facevo alla mia età a correre su un muro e fare una capriola me lo chiedo ancora, ma non è il punto.

La mia convinzione, dopo attimi di agonia e 3 mesi di fermo era “ Sono ormai troppo grande per queste cose, non ci riuscirò più.

Qualche giorno fa, ancora in Australia, mi stavo allenando e ho pensato di riprendere il mio backflip o salto mortale all’indietro. Tuttavia la credenza che avevo mi aveva irrigidito i muscoli e bloccato il movimento.

Ero davvero troppo grande per fare questi esercizi? Mi sono chiesto immediatamente chi conosco della mia età o più grande che riesce? Immediatamente ho pensato ad alcuni amici ancora più folli di me che , forse incoscientemente, riescono ancora a fare cose incredibili.

La mia convinzione vacillava, adesso mi serviva una strategia per riprendere il movimento senza farmi male, altrimenti avrei fomentato la mia convinzione.

Ho iniziato con una serie di esercizi semplici ma sfidanti, che gradualmente mi hanno portato a fare di nuovo il mio salto. La mia fisiologia, il mio corpo aveva risposto correttamente al mio Input.

Noi siamo ciò in cui crediamo

Cosa ci spinge allora a dirci cazzate? Cosa ci spinge a convincerci di non essere in grado di fare qualcosa?

Le convinzioni si formano grazie all’ambiente, a certi eventi, alle nostre letture, ai nostri risultati precedenti e a nostri modelli di vita.

Magari abbiamo avuto un genitore che ci ha sempre detto che siamo delle schiappe, oppure un risultato scadente e da allora abbiamo sempre associato quel risultato a quella materia o azione.

Le convinzioni che tu voglia o no ci sono, esistono, sta a noi e solo a noi capire quali ci servono ( magari sei convinto di essere capace di fare ogni cosa con un po’ di impegno e determinazione ) e quali ci danneggiano ( essere convinti di essere delle capre.

Quando ci diciamo “io non ci riesco” cerchiamo di capire da dove viene questa frase e se effettivamente c’è un limite fisico o psicologico, che ci impedisce di agire oppure se si tratta della nostra pigrizia, assenza di motivazione o paura.

Di cosa abbiamo paura ? Del fallimento !

Viviamo in una società dove l’errore è condannato, dove chi sbaglia è stupido e merita di essere deriso dai compagni di classe e additato dalla professoressa che annuncia con fare sciamanico il voto alla tua tribù.

Fa schifo , lo so , ci siamo passati tutti. Per non parlare del papà che ad ogni occasione aspetta il momento meno opportuno per ricordarti che: potevi fare di meglio ! Alzi la mano chi si rispecchia in questi esempi…

E’ normale allora che siamo terrorizzati dal fallimento. Eppure c’è una soluzione.

A chi di voi piace fallire?  … se hai alzato la mano mmm, forse dovremmo parlare haha

A chi di voi piace migliorarsi e apprendere ? … vedo le mani alzarsi !

Esattamente ! Ogni nostra azione, ogni cosa che noi decidiamo di fare, produce un risultato!

Il tuo fisico non è adeguato alle tue aspettative?? Non hai fallito ! Hai prodotto un risultato ! Hai agito in maniera tale da produrre quel risultato!

Vuoi dimagrire , trova le azioni per produrre un risultato diverso. Cambia il Processo! 

Hai fatto schifo nel tuo ultimo compito in classe o fallito un esame importante? Hai prodotto un risultato.

Vedi, nel momento in cui comprendi che tutto ciò che fai non produce fallimenti o successi ma solo risultati , incominci a capire il valore del provare!

Da ogni risultato impari, cresci, migliori e vai avanti. Se ti fermi al non ce la posso fare, non produci movimento, non produci risultato e rimani mediocre.

Quando eri bambino e iniziavi a camminare nessuno ti diceva di non rialzarti più, non cadere, non provare

Altrimenti non si spiegherebbe l’altissimo numero di deambulanti al mondo! E allora perché oggi se cadiamo, se produciamo un risultato diverso da quello che vogliamo non ci rialziamo e riproviamo?

La differenza tra un genio e le persone normali sta nell’arte di far fronte alle avversità e nell’ attitudine all’impegno, alla disciplina e resilienza ( ovvero la capacità di rialzarsi )

Ritorniamo al “non ci riesco” :

Un’altra cosa che spesso ci definisce inadeguati, e ci impedisce di fare qualcosa è la nostra carenza di competenze. Non so come si fa una cosa, non so come acquisire le competenze.

La chiave del successo nell’acquisizione di una qualunque competenza e nel raggiungimento di una qualunque sfida o obiettivo è :

Strutturare bene il processo di apprendimento, spezzettarlo, arrivare lentamente e progressivamente al nostro obiettivo. 

Avere una strategia per il raggiungimento di un obiettivo è essenziale, questa ci permette di avere dei risultati costanti, che ci aiutano ad alimentare la nostra motivazione e modellare le nostre credenze .

Se ti dico di camminare per 800 km, attraversare tutta la Spagna, con uno zaino in spalla, sembra qualcosa di molto complesso e quasi impossibile.

Ma se 800 km diventato meno di 30km al giorno per 30 giorni, che sono meno di 7 ore su 24 di cammino, che sono solo un paio di ore in mezzo alla natura, poi una pausa , poi qualche altro paio di ore , magari conoscendo nuove persone , poi la siesta e poi gli ultimi chilometri prima di godere delle bellezze di una cena, un letto e serenità , come vi sembra ?

Sicuramente devi volerlo fare , ma la struttura degli 800 km adesso è fattibile. Ho una strategia e una meta finale. Posso farcela, anzi ci sono riuscito! E come me moltissime persone di tutte le età hanno camminato il cammino di Santiago, un pellegrinaggio splendido che ha devastato molte delle mie convinzioni limitanti.

Altri fattori che vengono coinvolti nel processo di abbattimento di una credenza sono: Paura del giudizio, Motivazione e Valori. Ma avremo tempo di discuterli insieme, intanto facciamo un gioco molto importante.

A te che sei studente, a te che sei una prof o un prof che vuole creare una generazione migliore, a te che hai una palestra, un squadra, che sei un leader, un dipendente, un libero professionista: 

Da oggi non dire più non ci riesco, stampa un cartello e mettilo ovunque. A casa, a lavoro, a scuola, nelle classi, nel nostro desk, ovunque.

Scriviamo: NON ci riesco.

Ne ho preparato uno se volete utilizzare il mio, altrimenti, fatelo voi. Diffondete il più possibile l’idea che siamo ciò di cui ci convinciamo, che il NON ci riesco non deve esistere più nel nostro frasario.

Mandatemi una foto del vostro cartello, dove lo avete messo, pubblicatelo su Instagram  con l’hashtag #ciriesco, mandatemi le vostre esperienze, fatemi vedere cosa riuscite a fare!

E se avete bisogno di una mano, una strategia o un aiuto con le convinzioni limitanti sono a vostra disposizione 

Creiamo un mondo, migliore , diventiamo le migliori versioni di noi stessi

vietato dire non ci riesco - life coaching

 

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