Il segreto di buone Relazioni nel business e nelle relazioni? Imparare ad Ascoltare

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Cosa c’è alla base di una buona relazione? Che sia tra partners, business team,  familiari o durante una sessione di coaching?

Ascoltare…

“Ti sei mai soffermato a pensare l’impatto che ha la comunicazione sulla qualità delle nostre

relazioni nella nostra vita ? Comunicare efficacemente è senza dubbio il modo migliore per

migliorare la propria vita, farsi capire dagli altri, gestire efficacemente lo stato di conflitto e vivere

delle relazioni appaganti” (Prometeo Coaching )

La qualità della nostra relazione dipenderà dalla qualità del nostro ascolto.

Siamo tutti estremamente bravi a sentire, ma cosa significa ascoltare?

Cosa cambia tra sentire e ascoltare e  perché è fondamentale?

Le conversazioni sono spesso fondate sul principio di Risposta. Tendiamo a far prevaricare il nostro giudizio dimenticandoci di prestare la massima attenzione al contenuto della comunicazione.

Sentiamo per rispondere e non ascoltiamo per comprendere profondamente.

Sentire è un atto involontario, un’insieme di muscoli e recettori che fanno in modo che un messaggio venga tradotto dal nostro cervello.

Ascoltare è un azione  volontaria. Decidi consapevolmente di comprendere e accogliere chi parla senza alcuna intenzione di interrompere ed esprimer un giudizio.

Sembra facile, ma è estremamente complicato.

Facciamo un gioco:

Prova ad applicare per gioco la regola del 80/20

80 % ascoltiamo con interesse reale.

20% facciamo domande inerenti ciò che abbiamo ascoltato.

Vedrai come l’andamento della conversazione sarà completamente differente. Sarai ritenuto un abile comunicatore semplicemente perchè sei stato in grado di ascoltare.

Quando sopraggiunge il silenzio, prova a fare un altro esercizio:

Stai zitto per almeno 10 secondi. Contali in testa. Non respingere il silenzio per paura di dover riempire i vuoti.

Il silenzio porta alla consapevolezza ed un ascolto più profondo. Vedrai come chi sta parlando con te, aspettandosi un interruzione, sarà stupito da trovare uno spazio di riflessione e continuare il suo discorso.

Conta fino a dieci prima di parlare. Elogia il potere del Silenzio.

 

Secondo Marianella Sclavi e il suo libro Arte di ascoltare e mondi possibili, ognuno di noi vive

all’interno della sua cornice. Per cornice si intende tutti gli archi di possibilità che diamo per

scontati e dei quali non siamo consapevoli (i mondi possibili) , entro i quali gestiamo le nostre

azioni , emozioni e comportamenti.

 

Il cambiamento di questi archi di possibilità equivale ad uscire dalle cornici delle quali facciamo

parte e che sono parte di noi, del nostro modo di vedere e di agire.

 

Le premesse implicite (o Cornici) si presentano come una serie di regole di comportamento

acquisite con l’esperienza e agenti esterni. Credenze derivate dal nostro stato sociale, familiare,

geografico e ormai accettate come ovvie e date per scontate e non più oggetto di riflessione.

 

Sono cioè il nostro modo inconsapevole di “strutturare l’esperienza

Un ottimo esempio per comprendere il funzionamento delle cornici è dato del gioco dei 9 punti.

 

Si tratta di unire nove punti disposti a quadrato tracciando quattro segmenti di retta dando come

regola quella o di non staccare mai la penna dal foglio e questa è la premessa implicita .

PROVA: ricorda 4 rette e non staccare mai la penna

 

 

Il gioco diventa impossibile se se si resta all’interno della cornice costituita dai nove punti,

che diamo per scontato;

se invece prolunghiamo uno dei segmenti di retta oltre i limiti del quadrato, uscendo dalla cornice,

ecco che il gioco diventa facilmente risolvibile.

Invece di tentare una soluzione diversa all’interno dello stesso schema, abbiamo cambiato schema.

 

Il quadrato rappresenta la “cornice” che prendiamo per assolutamente vera.

Solitamente tentiamo di risolvere il problema facendo varie prove all’interno di essa, senza uscire dal quadrato,

operando cioè una serie di cambiamenti all’interno della nostra cornice e di ciò che diamo per

scontato.

 

In questo caso è necessario cercare una soluzione al di fuori del quadrato, prendendo in

considerazione tutto il foglio.

 

Pur mantenendo tutte le premesse implicite del gioco, ovvero tracciare 4 segmenti retti senza mai

staccare la mano dal foglio decidiamo di non prestare attenzione ai limiti immaginari del quadrato e

andare oltre.

Possiamo dunque individuare due possibili tipi di Cambiamento:

– Cambiamenti entro un campo, entro una cornice.

– Cambiamenti di campo, cioè della cornice, delle premesse implicite ovvero riuscire ad andare

fuori cornice

 

Imparare l’arte dell’ascoltare significa familiarizzare con la possibilità di cambiare cornice, muoverci al di fuori del quadrato.

 

La prima premessa fondamentale per Ascoltare è voler ascoltare, decidere consciamente di mettersi

in ascolto e prestare attenzione a quello che ci verrà detto.

 

Ascoltare è una competenza da apprendere che richiede allenamento costante, autocontrollo e disciplina .

Udire è un atteggiamento muscolare involontario e non necessita alcuna attenzione. Ascoltare

attivamente è un atteggiamento volontario, richiede attivazione della coscienza e dell’attenzione.

L’ascolto attivo ci permette di rafforzare il binomio comunicazione/relazione

Agire con un atteggiamento di ascolto attivo punta all’arricchimento della consapevolezza del proprio interlocutore, predisponendo

al riconoscimento dei propri pensieri e delle proprie emozioni.

 

Tutto ciò ci permette di accogliere e allo stesso tempo essere accolti dal nostro interlocutore.

Si stabilisce un rapporto di fiducia reciproca necessaria a portare avanti una relazione profonda.

Per ascoltare si deve decidere di farlo, attivare i recettori e osservare l’interlocutore.

E’ importante al fine di comprendere chi parla, osservare e prestare attenzione ai linguaggi

non verbali e paraverbali.

 

Per paraverbale si intende l’insieme dei suoni emessi nella comunicazione verbale,

indipendentemente dal significato delle parole.

Il sistema paralinguistico è caratterizzato da diversi aspetti: tono, frequenza, ritmo e silenzio

La comunicazione non verbale è quella parte della comunicazione che comprende tutti gli aspetti di

uno scambio comunicativo che non riguardano il livello puramente semantico del messaggio, ossia

il significato letterale delle parole che compongono il messaggio stesso, ma che riguardano il

linguaggio del corpo, ossia la comunicazione non parlata tra persone.

 

Ci saranno altri capitoli dedicati al non verbale e paraverbale

 

Durante la fase di ascolto è di fondamentale importanza:

– Non fare interpretazioni.

Chi ascolta ha il compito di concentrarsi sull’interlocutore. Fare interpretazione vorrebbe dire interpretare la cornice altrui attraverso il nostro vissuto. Interpretare creerà delle credenze e degli stereotipi che saranno difficili da superare e che andranno ad interferire nella nostra relazione

– Non giudicare.

Il giudizio porta a chiusura e disfacimento della relazione. Giudicare significherebbe compromettere la sincerità della relazione

– Riscoprire le tue emozioni mantenendo l’intelligenza emotiva.

Le emozioni del nostro interlocutore non sono le nostre. Contattare e essere trascinato dalla nostra gioia, tristezza, rabbia

pone dei freni alla nostra capacità di ascoltare e accogliere chi ci sta di fronte. Si deve essere

empatici, mantenere il contatto con l’interlocutore senza tuttavia essere trasportati dalle proprie

emozioni.

– Non consigliare e prescrivere.

La tendenza a dare la nostra opinione, consigliare, prescrivere è spesso difficile da sopprimere. Un nostro consiglio,

dettato sempre dalle nostre cornici e credenze, potrebbe bloccare alcune informazioni importanti per noi e per il nostro interlocutore

 

– Non Identificarsi, Moralizzare, Dogmatizzare, Etichettare, Assolutizzare.

Ognuno di questi termini predisporrà il nostro interlocutore in un atteggiamento di chiusura.

 

Queste sono le regole dell’ascolto secondo Marinella Sclavi … da stampare, condividere e appendere!

Immaginate di applicarle ad ogni vostra relazione

  1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

  2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.

  3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.

  4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali sa sei comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi.

  5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.

  6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti

  7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé

Bibliografia:

– Marianella Sclavi, L’arte di Ascoltare e mondi possibili

– Manuale teorico pratico di avvio alla pressione de coaching, Prometeo coaching

– Angelo Bonacci, Migliora la tua vita

– Jerome Liss, L’ascolto profondo. Manuale per le relazioni d’aiuto

 

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