Elogio al FARE. L’arte della felicità sta nell’agire – Life Coaching

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Ci sono due tipi di persone, chi guarda e chi fa… quando inizi a fare? La lista degli obiettivi non è sufficiente serve L’emozione…

Da qualche giorno è iniziato Giugno, siamo al sesto mese dell’anno e già metà 2018 è trascorso.

Come tutti, anche io ho raggiunto alcuni dei miei obiettivi e trascurato altri. La mia lista cresce cosi come cresce il mio desiderio di fare. 

La voglia di mettersi in gioco è diretta conseguenza dell’azione. Più ci si mette in gioco più si desidera fare! 

Il mio fare è un azione auto-prodotta spinta dal desiderio e dal piacere,  non dal senso di dovere. I miei obiettivi e sogni stimolano le mie azioni e questo rende possibile trovare il piacere, prima di tutto, nel processo di crescita e solo dopo nella meta.

Il mondo è pieno di piagnucoloni che trovano problemi piuttosto che creare le loro soluzioni. La cosiddetta crisi ha portato un mondo di possibilità, di bisogni da soddisfare e competitor impreparati e demotivati. Tutto sta nell’agire.

Nel coaching il termine crisi ha un connotazione positiva, richiama l’idea di una separazione, di allontanamento da qualcuno o qualcuno che non è più in linea con i nostri valori o bisogni. In Cina, l’ideogramma per crisi è l’unione di due parole pericolo e opportunità. Il pericolo del cambiamento ma anche l’opportunità del nuovo.

Il terreno è fertile per coloro che decidono di sbracciarsi e andare in direzione dei propri obiettivi.

Una grande differenza tra i gli uomini che hanno segnato obiettivi importanti e chi al contrario ha vissuto nella mediocrità, sta nella loro inclinazione all’azione progressiva e costante. 

Chiunque abbia computo imprese memorabili  aveva in comune qualcosa: fare azioni concrete per conquistare la loro visione di benessere e successo.

Il problema del mediocre è che tende a pensare prima agli ostacoli e alle difficoltà, piuttosto che visualizzare i benefici che potrebbe trarre dal raggiungimento del suo obiettivo. La crisi spaventa il mediocre ma aizza il sognatore.

Chi ha successo è in eterno movimento.

Esitare equivale a lasciare al fato l’esito delle nostre azioni.

La ponderazione del rischio e la suddivisione dell’obiettivo finale sono segmenti fondamentali per il raggiungimento del propio futuro desiderato.

Viceversa L’esitazione frena l’azione, spesso, proprio nel momento in cui è necessaria una bella botta di coraggio e audacia.

Esitare fa male. Ogni volta che faccio uno sport estremo e finisco con qualcosa di dolorante è stata la conseguenza di un azione che ha trovato un momento di blocco nell’apice del movimento atletico.

Le mie ossa ricordano bene tutte le volte che nel  bel mezzo di un salto il mio corpo ha esitato.

Cosi nel business. Basta un attimo di esitazione che si perde il momento, il cliente si affida a qualcun altro o un nostro investimento non riesce ad avere i risultati desiderati.

Fare , agire, operare, smettere di esitare, vivere al massimo, sono l’essenza stessa del coaching . Un metodo fondato sulla responsabile e autonoma azione.

Le buone intenzioni non fanno camminare la macchina. La benzina si. 

Chi raggiunge i propri obiettivi è chi imposta la propria vita sul fare, godendo del processo.

Nel mondo della formazione molti si sforzano di farci pensare che solo il raggiungimento di un dato obiettivo ci porterà alla felicità e realizzazione.

Conosco fin troppe persone che pur avendo ottenuto i risultati desiderati non sono per niente felici.

Il concetto di felicità è una rappresentazione mentale molto soggettiva e dipende in gran parte da riuscire a stere in linea con i propri valori e potenzialità

Gli obiettivi secondo molte scuole di pensiero performanti si creano con la calcolatrice. Avendo come fine, il solo raggiungimento di essi.

I migliori obiettivi invece sono SEMPRE intimamente connessi ad una visione positiva e provengono dalla passione profonda e dal desiderio.

Cosa manca  quando non abbiamo voglia di agire?

Le emozioni che accompagnano il nostro sogno!

quelle sono il carburante. Deve essere il tuo sogno a farti saltare dal letto la mattina

Come puoi appassionarti a qualcosa che non ami? L’obiettivo parte dal tuo desiderio, poi lo si razionalizza, spezzetta e temporalizza.

La parte ingegneristica del Goal setting, gli obiettivi S.M.A.R.T  P.U.R.E, il modello G.R.O.W   tutto viene successivamente.

Prima devi essere mosso dal desiderio.

Il problema non è definire gli obiettivi, ma avere una chiara e sincera visione di ciò che significa successo per noi. Restando fedeli alla nostra natura.

Stando al coaching , fare gli ingegneri degli obiettivi, confezionarli a pennello e impartirli con il cucchiaino produce solo l’ennesimo fallimento o una sterile serie di azioni.

Devi tornare al sogno. Dare un significato emotivo alle tue azioni.

Qual’è il tuo bisogno che intendi soddisfare attraverso l’obiettivo? cosa spinge la tua azione? essere? avere? fare? 

Sei in grado di ottenere quello che vuoi se sei riesci ad emozionarti abbastanza. I limiti te li crei, cosi come ti crei la tua fortuna.

Impara a sognare, muovi il culo, non esitare e fatti condurre da ciò che ti fa battere il cuore.

Piccola check list per il tuo prossimo obiettivo:

  1. inizia con il tuo desiderio. parti dalle Emozioni
  2. rendi il tuo obiettivo più specifico possibile.. cosa vuoi esattamente raggiungere, quando?quali sono gli step?quali risorse ho?come posso acquisire risorse e competenze?
  3. deve essere in linea con i tuoi valori e potenzialità ( ecco cosa significa)
  4. visualizza il tuo goal. vivilo aumenta il tuo desiderio
  5. dividilo in tanti piccolo obiettivi di performance, ovvero che ti portano ad agire.
  6. premiati
  7. scrivilo, diachiaralo, sempre in positivo.
  8. pensa a quali effetti positivi comporta il raggiungimento di questo obiettivo. Desidera ardentemente il risultato e vedrai che troverai il modo.

Vuoi sapere di più , leggi questa guida!

Perché non facciamo le cose? chi non ha tempo chi invece agisce: Come strutturare gli obiettivi

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