Come utilizzare la rabbia per vivere meglio – Pura Vida Coaching

Condividi sui Social

Mi fai arrabbiare!

Ritenere che gli altri siano colpevoli della nostra rabbia è inutile. La responsabilità della nostra risposta è nostra. Ecco perchè:

“Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro; sei tu quello che si scotta.” Buddha 

La rabbia è un’emozione primaria importantissima per l’essere umano.

Provare rabbia è corretto, sano e funzionale alla sopravvivenza della specie.

Il problema insorge quando sfugge al nostro controllo e attribuiamo la causa della nostra emozione agli altri.

Le conseguenze, come molti di noi sanno bene, possono essere devastanti per noi, le nostre relazioni e gli altri.

La rabbia è un’emozione che va navigata e incanalata. Reprimerla è frustrante e deleterio per la nostra salute e benessere.

Le valvole di sfogo posso essere molte in base alla nostra personalità tuttavia il modo più efficace per esprimere, riconoscere ed utilizzare la nostra rabbia comincia con una singola, ma fondamentale azione:

Sollevare gli altri dalla responsabilità della nostra rabbia

Quello che viviamo lo generiamo SEMPRE noi.

Qualcuno potrà innescare uno stimolo, fare qualcosa che  possa attivare l’insorgere di una nostra emozione,  ma la decisione di arrabbiarsi spetta solo a noi.

Riuscire a definire quali siano i bisogni che non vengono soddisfatti quando ci arrabbiamo e le emozioni che insorgono, richiede un profondo lavoro su noi stessi. Dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre emozioni. 

La responsabilità passa attraverso l’essere consapevoli dei propri sentimenti.

Piuttosto che incolpare, giudicare e punire, proviamo a concentrarci  su noi stessi.

Il primo passo per esprimere la rabbia con pienezza è di sollevare l’altra persona da qualunque responsabilità.

Dobbiamo liberarci dal pensiero che lui o lei ci abbia fatto arrabbiare…

Questa strategia, colpevolizzare l’altro per la nostra rabbia,  ci porta a punire e non esprime in maniera corretta e funzionale la nostra rabbia.

Non ci arrabbiamo mai a causa di qualcosa che qualcuno ha fatto o detto, ma sempre a causa della nostra interpretazione e di un bisogno mancato. 

Il comportamento degli altri può essere uno stimolo per i nostri sentimenti ma non può esserne la causa… La causa, per quanto possa sembrare ostico, siamo comunque noi. 

E importante stabilire una distinzione chiara tra stimolo e causa. Lo stimolo è esterno. La causa interna.

La nostra cultura ci insegna che infondere il senso di colpa attraverso il giudizio è un mezzo di controllo e potere verso le altre persone. Incazzarsi e incolpare ci è apparentemente utile.

Laddove il senso di colpa è usato come manipolazione e tattica coercitiva diventa utile confondere lo stimolo con la causa.

Un bambino che si sente dire “fai stare male mamma  quando fai x” .. è indotto a credere che sia il suo comportamento la causa del dolore dei genitori… Un senso di colpa che non è costruttivo, ne servirà a creare un ambiente formativo sano.

Riconoscere il proprio bisogno e comunicarlo in maniera positiva è una strategia di comunicazione non violenta che produce risultati nettamente migliori del semplice senso di colpa.

Il primo passo verso la piena espressione della rabbia consiste nel riconoscere che quello che le altre persone fanno non è MAI la causa del modo in cui ci sentiamo.

Allora quale è la causa?

La causa è nel nostro modo di pensare. Nei pensieri di colpa e giudizio.

Se ogni volta che ci arrabbiamo giochiamo a scoprire a chi dare la colpa, facciamo la parte di un dio che giudica e accusa gli altri di avere torto e meritare la punizione.

Anche se inizialmente non ne siamo consapevoli, la causa della rabbia è localizzata nel nostro modo di pensare.

Quando giudichiamo e colpevolizziamo fomentiamo la rabbia e paradossalmente ne reprimiamo la funzionalità.

Anziché rifugiarci nella nostra testa per effettuare un analisi mentale dei torti altrui, scegliamo di metterci in contatto con noi stessi.

Se qualcuno arriva in ritardo si sentiamo feriti, non rispettati. Il mio bisogno in questo caso è quello di essere rassicurato che importa qualcosa di me alla persona che mi sta facendo aspettare.

Mi arrabbio e il mio giudice interiore tende a colpevolizzare e trovare la ragione della rabbia.

Tuttavia se il mio bisogno è di avere 30 minuti di relax da dedicare a me stesso, potremmo anche sentirci grati del ritardo del nostro amico.

Tutto dipende dunque dai nostri bisogni e non dal comportamento dell’altra persona.

La rabbia è il risultato di un modo di pensare che aliena dalla vita. La rabbia indica che ci siamo spostati nella nostra testa, per analizzare e giudicare qualcuno, invece di concentrarci su quello di cui abbiamo bisogno.

Fai splendere  la luce della consapevolezza sui sentimenti e sui bisogni tuoi e degli altri.

In questo modo non stiamo reprimendo, bensì osserveremo che la rabbia è assente ogni qual volta che siamo totalmente presenti.

Quando giudichiamo gli altri contribuiamo alla violenza

La Rabbia è un bisogno che non viene soddisfatto, pertanto diventa un prezioso campanello d’allarme che ci aiuta ad accorgerci che c’è qualcosa su cui dobbiamo lavorare.

Come controllare la rabbia

  1. Fermati, migliora la tua respirazione . Cerca di essere consapevole di come stai respirando e nota le tue alterazioni corporee.  Evita di intraprendere qualunque azione volta a colpevolizzare o punire. Individua  i pensieri che ti stanno facendo arrabbiare
  2. Individua i tuoi pensieri, cosa stai giudicando. Ascolta e cerca di capire cosa ti suggerisce e come ti condiziona il tuo lato giudicante.
  3. Scopri i tuoi bisogni. Fissa l’attenzione sulle tensioni interiori e su ciò che percepisci come mancanza. Sei arrabbiato perchè c’è un bisogno non soddisfatto. Di che si tratta? Non è il motivo per cui sei arrabbiato. Quello non centra. Trova il bisogno insoddisfatto che ti porta ad avere questa emozione
  4. Esprimi i tuoi sentimenti e bisogni. Non giudizi e accuse. BISOGNI E SENTIMENTI.  Verbalizzare le tue necessita è una forma di esternazione utile alla consapevolezza. Parla  in prima persona singolare. Io provo questo… io ho bisogno di… Impara a fare richieste precise che possano permettere all’altro di comprendere di cosa hai bisogno

Quando ti arrabbi…

Rivolgi la tua ira all’azione e non alle persone che hanno compiuto l’azione. Distingui tra stimolo e risposta.

Lo stimolo è esterno la risposta allo stimolo è una tua responsabilità.

Prova rabbia per l’azione e compassione per l’autore Dalai Lama

 

Iniziamo con questo:

La prossima volta che provi della rabbia scambia:

Sono arrabbiato perchè loro, lei,lui, ….

con:

Sono arrabbiato perchè ho bisogno di

Inizia ad avere piena consapevolezza dei tuoi bisogni.

Abbiamo 4 scelte quando riceviamo un messaggio difficile

  • Incolpare noi stessi
  • Incolpare gli altri
  • Ascoltare i bisogni nostri
  • Ascoltare i bisogni degli altri

La risposta sta nel riuscire ad individuare i bisogni , tralasciando interpretazioni e giudizi personali.

Ogni giudizio che facciamo riduce la possibilità che i nostri bisogni vengano soddisfatti

Quando si discute. È raro che un essere umano possa concentrarsi sui nostri bisogni quando li esprimiamo tramite  immagini che implicano che l’altro ha torto…

Fai pratica a tradurre ogni tuo giudizio in un bisogno. 

 

Bibliografia:

Le parole sono finestre (oppure muri). Introduzione alla comunicazione nonviolenta

di Bertram Rosenberg Marshall

Una comunicazione di qualità con se stessi e con gli altri è oggi una delle competenze più preziose. Attraverso un processo di quattro punti, Marshall Rosenberg ci mette a disposizione uno strumento molto semplice nei suoi principi, ma estremamente potente per migliorare radicalmente e rendere veramente autentica la nostra relazione con gli altri. Grazie a racconti, esempi, semplici dialoghi, questo libro ci insegna principalmente: – a manifestare una comprensione rispettosa per i messaggi che riceviamo; – collegarci alla ricchezza della vita; – modificare gli schemi di pensiero che portano alla collera e alla depressione; – a dire ciò che desideriamo senza suscitare ostilità; –  comunicare utilizzando il potere curativo dell’empatia

© 2019 Pura Vida Coaching ! P. IVA 01833230897